Il Festival del Cinema Archeologico al Tg3 Campania con Antonella Maffei
È andata in onda il 10 ottobre 2025 su Tg3 Campania un’intervista dedicata al FAB – Festival del Cinema Archeologico, la rassegna che sta ridefinendo il modo di raccontare l’archeologia attraverso il linguaggio audiovisivo e il coinvolgimento delle nuove generazioni. Il servizio, a cura della giornalista Rai Antonella Maffei, ha dato voce ai protagonisti del festival — Giovanni Parisi, Nicola Barile e Mauro Cucco — che hanno illustrato la visione, i contenuti e gli obiettivi di un progetto culturale ormai radicato nel cuore dei Campi Flegrei.
Giovanni Parisi, FAB è un laboratorio di cultura e formazione
Nel suo intervento, Giovanni Parisi, organizzatore del FAB, ha raccontato la filosofia alla base della manifestazione, che ogni anno coinvolge studenti e famiglie in un percorso di scoperta del passato:
“Il FAB non si limita a proiettare film in concorso — ha spiegato — ma dedica molte mattinate ai più piccoli, con laboratori didattici per trasmettere loro l’amore per l’archeologia e per la ricerca. Bacoli è un territorio straordinariamente ricco di storia, e il festival è diventato un punto di riferimento per le scuole e per i giovani”.
Un approccio che trasforma il festival in un vero e proprio laboratorio di cultura, dove il cinema diventa strumento educativo e il racconto del patrimonio archeologico si intreccia con la curiosità e l’entusiasmo dei più giovani. "Il pubblico cresce, così come le giornate di proiezioni e di attività", ha aggiunto Parisi. "Ogni edizione porta con sé nuovi sguardi e nuove energie".
Nicola Barile, i Campi Flegrei dalla crisi sismica alla rinascita culturale
Il direttore artistico Nicola Barile ha illustrato i contenuti principali della terza edizione, sottolineando come il festival non si limiti alla dimensione artistica, ma affronti anche le sfide del territorio.
“Quest’anno presentiamo i reperti riemersi a Miseno a causa del bradisismo, raccontati in un documentario realizzato dalla Soprintendenza e dal Comune di Bacoli”, ha spiegato Barile. “Abbiamo voluto includere anche il Parco Archeologico di Pompei, con un documentario britannico girato proprio a Pompei. Il nostro obiettivo è avvicinare tutti — anche chi non è esperto di archeologia — alla conoscenza del passato, partendo dai bambini”.
Barile ha ricordato anche la partecipazione dei licei, tra cui il Garibaldi di Napoli, che ha realizzato un documentario in concorso. "Vogliamo che i ragazzi non siano solo spettatori, ma protagonisti — ha detto — portando le loro opere, le loro idee, la loro visione del mondo antico". Il direttore ha poi riflettuto sull’importanza di continuare a produrre cultura anche nei momenti difficili, in un territorio segnato dal fenomeno bradisismico: "Crediamo che la progettualità debba includere la crisi. Bacoli deve continuare a produrre cultura e visione, anche quando la terra si muove sotto i nostri piedi".
Il Comune di Bacoli e la sfida della Capitale della Cultura 2028
Durante l’intervista, è intervenuto anche Mauro Cucco, vicesindaco di Bacoli con delega alla Cultura, che ha ribadito il ruolo centrale del FAB nella strategia culturale del Comune.
“Sosteniamo il festival fin dalla prima edizione — ha spiegato — perché crediamo che unire cinema, documentario e valorizzazione archeologica sia il modo migliore per trasmettere alle nuove generazioni la ricchezza del nostro territorio”.
Cucco ha poi annunciato che il Festival dell’Archeologia di Bacoli è parte integrante del dossier di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028, evidenziando la coerenza tra la manifestazione e la visione di sviluppo culturale del territorio. "Il FAB incarna i valori che vogliamo promuovere: valorizzare il patrimonio, raccontare le radici, usare la cultura come strumento di crescita e orgoglio civico. È un progetto che parla di rinascita, anche in un territorio ferito, ma pieno di energia e capitale umano".