Il Ninfeo Imperiale Sommerso di Punta dell’Epitaffio a Baia in 3D
Il Ninfeo Imperiale Sommerso di Punta dell’Epitaffio a Baia prende forma in questa ricostruzione 3D che riporta alla luce uno degli ambienti più raffinati del complesso residenziale dell’imperatore Claudio. Il video ricrea la sala dei banchetti nella sua configurazione originaria: la grande vasca centrale, le luci delle fiaccole, le clinai predisposte per gli ospiti, i giochi d’acqua che animavano l’ambiente e le statue collocate nelle nicchie, tra figure della famiglia imperiale e divinità legate al vino e alla celebrazione. La scena mitologica di Ulisse e Polifemo, cuore simbolico del ninfeo, torna a dominare l’abside, restituendo il racconto che intratteneva e stupiva chi sedeva a tavola con l’imperatore.
Ricostruzione 3D del Ninfeo Imperiale di Punta dell’Epitaffio
Oggi questo spazio è sommerso a causa del bradisismo che ha modificato la linea di costa dei Campi Flegrei, ma la ricostruzione digitale permette di attraversarlo così come appariva nel I secolo d.C., quando acqua, suoni e profumi creavano un’atmosfera scenografica unica.
Ogni elemento, dalle tubature in piombo ai materiali del rivestimento, è stato studiato dagli archeologi per restituire un ambiente fedele, ricco di dettagli e facilmente fruibile anche da chi non può immergersi fisicamente nel Parco Sommerso di Baia. Il risultato è un viaggio immersivo nel cuore di una delle residenze più prestigiose dell’aristocrazia romana, capace di raccontare quotidianità, lusso e potere attraverso architettura e miti.
Il Ninfeo sommerso e la sala dei banchetti di Claudio
La ricostruzione fa parte del progetto MUSAS, un’iniziativa dedicata alla tutela e alla valorizzazione dell’archeologia subacquea in Campania, Calabria e Puglia. L’obiettivo è connettere siti sommersi e musei, creare percorsi di visita reali e virtuali, e utilizzare tecnologie avanzate per monitorare e proteggere questo patrimonio nascosto.
Grazie a questi strumenti, il Ninfeo di Punta dell’Epitaffio torna a essere accessibile al grande pubblico, diventando un esempio di come ricerca scientifica, innovazione e divulgazione possano riportare in vita luoghi che il mare aveva sottratto alla vista per secoli. Un’esperienza che unisce storia, tecnologia e territorio, ampliando le possibilità di conoscenza e di visita del più straordinario sito archeologico sommerso del Mediterraneo.